Se mettessi un elefante in una stanza buia e lo osservassi solo attraverso piccole finestre, vedresti solo frammenti sconnessiโuna zampa, una zanna, un pezzo di orecchio. Senza una visione completa, capiresti subito di trovarti davanti a un elefante? Probabilmente no.
Eppure, รจ esattamente cosรฌ che abbiamo ottenuto la prima immagine di un buco nero.
Come fotografare l'invisibile: la sfida dei buchi neri
Quando gli scienziati hanno osservato stelle a 26.000 anni luce di distanza, hanno notato che orbitavano attorno a qualcosa di invisibile. Lโunica spiegazione possibile? Un buco nero, un oggetto cosรฌ denso da risucchiare tutto ciรฒ che si avvicina troppoโpersino la luce stessa. ๐๐ ๐๐จ๐ฆ๐ ๐ฌ๐ข ๐๐จ๐ญ๐จ๐ ๐ซ๐๐๐ ๐ช๐ฎ๐๐ฅ๐๐จ๐ฌ๐ ๐๐ก๐, ๐ฉ๐๐ซ ๐๐๐๐ข๐ง๐ข๐ณ๐ข๐จ๐ง๐, ๐ง๐จ๐ง ๐ฌ๐ข ๐ฉ๐ฎรฒ ๐ฏ๐๐๐๐ซ๐?
Un telescopio non basta: per risolvere il problema servirebbe unโantenna grande quanto la Terra. Impossibile? Non per ๐๐๐ญ๐ข๐ ๐๐จ๐ฎ๐ฆ๐๐ง e il suo team. La soluzione รจ stata creare un network di telescopi sparsi in tutto il mondo, lโEvent Horizon Telescope (EHT), che ha combinato le osservazioni da punti diversi sfruttando la rotazione terrestre. Ma non solo: hanno sviluppato un algoritmo capace di ricostruire lโimmagine del buco nero a partire dai dati raccolti.
Il bias cognitivo: il nemico invisibile della scoperta scientifica
Ma raccogliere i dati non era sufficiente. Un altro problema era allโorizzonte: il ๐๐ข๐๐ฌ ๐๐จ๐ ๐ง๐ข๐ญ๐ข๐ฏ๐จ.
Quando vediamo solo una parte di qualcosa, il nostro cervello tende a completare lโimmagine con ciรฒ che si aspetta di vedere. Lo stesso accade negli algoritmi: su Facebook, per esempio, un sistema di riconoscimento immagini puรฒ prevedere cosa cโรจ in un selfie perchรฉ ha milioni di esempi su cui basarsi. ๐๐ ๐๐ข ๐๐ฎ๐๐ก๐ข ๐ง๐๐ซ๐ข ๐ง๐จ๐ง ๐ง๐ ๐๐ฏ๐๐ฏ๐๐ฆ๐จ ๐ฆ๐๐ข ๐๐จ๐ญ๐จ๐ ๐ซ๐๐๐๐ญ๐ข ๐ฉ๐ซ๐ข๐ฆ๐. ๐๐ฎ ๐๐จ๐ฌ๐ ๐๐ฏ๐ซ๐๐ฆ๐ฆ๐จ ๐๐จ๐ฏ๐ฎ๐ญ๐จ ๐๐๐ฌ๐๐ซ๐ ๐ฅ๐ ๐ซ๐ข๐๐จ๐ฌ๐ญ๐ซ๐ฎ๐ณ๐ข๐จ๐ง๐?
Per evitare di influenzare il risultato con aspettative errate, il team ha diviso i dati in piรน gruppi indipendenti, che hanno lavorato separatamente alla ricostruzione dellโimmagine. Solo alla fine hanno confrontato i risultati: ๐ฌ๐ ๐ฅ๐ ๐ข๐ฆ๐ฆ๐๐ ๐ข๐ง๐ข ๐ฉ๐ซ๐จ๐๐จ๐ญ๐ญ๐ ๐๐ซ๐๐ง๐จ ๐๐จ๐๐ซ๐๐ง๐ญ๐ข ๐ญ๐ซ๐ ๐ฅ๐จ๐ซ๐จ, ๐ฌ๐ข๐ ๐ง๐ข๐๐ข๐๐๐ฏ๐ ๐๐ก๐ ๐ฌ๐ญ๐๐ฏ๐๐ง๐จ ๐๐ฆ๐๐ซ๐ ๐๐ง๐๐จ ๐ข ๐๐๐ญ๐ข ๐ซ๐๐๐ฅ๐ข, ๐ ๐ง๐จ๐ง ๐ฅ๐ ๐ง๐จ๐ฌ๐ญ๐ซ๐ ๐ฌ๐ฎ๐ฉ๐ฉ๐จ๐ฌ๐ข๐ณ๐ข๐จ๐ง๐ข.
๐๐ฅ ๐ซ๐ข๐ฌ๐ฎ๐ฅ๐ญ๐๐ญ๐จ? La prima, storica immagine di un buco nero.
Prospettive multiple: la soluzione per vedere oltre i nostri limiti
E se ci pensiamo, non รจ lo stesso che accade nella nostra vita quotidiana? Quante volte, ๐ข๐ฆ๐ฆ๐๐ซ๐ฌ๐ข ๐ข๐ง ๐ฎ๐ง ๐๐๐ญ๐ญ๐๐ ๐ฅ๐ข๐จ, ๐ฉ๐๐ซ๐๐ข๐๐ฆ๐จ ๐๐ข ๐ฏ๐ข๐ฌ๐ญ๐ ๐ข๐ฅ ๐ช๐ฎ๐๐๐ซ๐จ ๐ ๐๐ง๐๐ซ๐๐ฅ๐? Quante volte, davanti a informazioni incomplete, riempiamo i vuoti con ciรฒ che crediamo di sapere, invece di fermarci a cercare nuove prospettive?
A volte, ciรฒ che ci serve davvero รจ fare un passo indietro, cambiare angolazione, osservare con occhi nuovi. Solo cosรฌ possiamo scoprire che lโelefante รจ sempre stato lรฌโanche se noi continuavamo a fissare solo una zampa.๐