Con l’uscita di The Electric State su Netflix, è il momento giusto per riscoprire lo stile unico dei mondi di Simon Stålenhag.
Quando immaginiamo il futuro e la tecnologia che lo accompagnerà, pensiamo a interfacce ultramoderne, design minimal e schermi ovunque. Ma alcune opere di fantascienza ci mostrano un domani diverso, in cui l’innovazione non segue necessariamente l’estetica high-tech che ci aspetteremmo.
Retro-futurismo: quando il domani incontra la nostalgia
The Electric State e Tales from the Loop ci trasportano in mondi alternativi dove robot e tecnologie avanzate sembrano appartenere a un’altra epoca: linee pesanti, colori desaturati, materiali vissuti. Questa scelta stilistica non è casuale, ma aggiunge un senso di malinconia e realismo, quasi a volerci dire che il progresso non cancella il passato, ma ci convive.
Severance e l'influenza dell'estetica retro-tech nel design narrativo
Anche la serie Severance adotta un’estetica simile, con computer dall’aspetto antiquato che contribuiscono a creare un’atmosfera straniante e a riflettere il modo in cui la tecnologia può essere usata per il controllo.
E se domani l’interfaccia grafica non fosse più il fulcro dell’innovazione? Magari le nostre interazioni con la tecnologia diventeranno completamente vocali, o così integrate nella nostra vita da non avere bisogno di un aspetto “moderno”. Forse il futuro non sarà fatto di vetro e neon, ma di qualcosa di più familiare di quanto pensiamo.
Per chi vuole immergersi in queste atmosfere, consiglio di recuperare Tales from the Loop e The Electric State, sia nei libri che negli adattamenti audiovisivi. E per dare un piccolo assaggio di questo immaginario, condivido qui un’illustrazione che ho realizzato tempo fa ispirata a Tales from the Loop.